giovedì 20 ottobre 2016

2.


Sentii che dovevo girare il mondo, e così lo feci.


La mia mente viaggiava, sempre, constantemente. Ha attraversato paesi, ha osservato tramonti 

mozzafiato, ha corso sotto piogge calde e camminato tra ghiacciai.
I miei occhi si sono innamorati più e più volte di passanti con sorrisi magici, di quelli che si bloccano nel petto per un istante e si fissano sulle labbra per ore. La mia mente ha vissuto storie d'amore che meriterebbero di esser raccontante. 
Ho visto fiori di ogni colore ed immaginato il loro profumo. 
Ho osservato culture, tradizioni e persone tutte diverse, ognuna con la propria storia, che attentamente e perdutamente ho ascoltato. Facendone di ogni parola e virgola una poesia, la mia mente si nutre.

Sono innamorata della vita e delle cose meravigliose ed impossibili da nascondere agli occhi, quel bello che è in ogni dettaglio, il quale mi rifiuto di far sfuggire.

Ne voglio carpire ogni nota, ogni sfumatura, ogni sensazione, e di tutto ciò ne sarò la custode e ed esso sarà la mia più grande ricchezza.

lunedì 17 ottobre 2016

1.

E' mai possibile vivere in una società che ti fa sentire vecchio a 23 anni? Come se ormai le scelte più importanti le avessi gia' fatte ed il tuo futuro sia ormai deciso. Come se ci volessero nati gia' imparati. A 18 anni devi sapere cosa vuoi fare nella vita, chi vuoi essere ed iniziare subito, ed e' tutta una corsa verso questo fantomatico traguardo che, secondo loro, dovrebbe essere lavoro, famiglia, figli, ma che poi diventa stage, gavetta, lavoro gratuito, vivere a casa di mamma'.

E' noi dove siamo? noi che nella maggior parte dei casi siamo obbligati a scegliere gli studi in base alla facoltà che offre più lavoro, ma poi ci metti 8 anni a finire la triennale p'xke' t' fa schifo; oppure capisci che non era quello che volevi e dopo una breve analisi ti accorgi che la tua scelta era solo spinta da ciò che questa società vuole che tu sia. 
E dove siamo noi, le nostre passioni e, soprattutto, le nostre qualità e talenti, come facciamo noi a dare a questo paese qualcosa se ci viene reso impossibile esprimerci, se ci vengono tarpate le ali ancor prima di elaborare un progetto?
Dove sta l'evoluzione in una società che lavora da decenni per inculcarci una mente tarata e renderci inabili all'espressione?

E poi mi domando perché mi sento straniero nel luogo dove sono nato e questa necessità irrefrenabile di cercare il mio luogo d'appartenenza.